02 Metepec, México 2013

La tradizione del Día de Muertos in Messico

Il connubio tra festa e usi tradizionali è un aspetto fondamentale che caratterizza l’identità culturale di un popolo o di una comunità. Una delle pratiche festive particolarmente sentite e diffuse nel mondo è legata alla commemorazione dei defunti. Il rapporto che intercorre tra l’essere umano e la visione della morte è tanto affascinante quanto radicato e condiviso. La festa del giorno dei morti pur essendo molto diffusa in tutto il mondo, raggiunge massimi livelli partecipativi ed espressivi in Messico. È a tutti gli effetti l’incontro tra due mondi: l’uno, in senso metaforico, della vita e della morte, l’altro, in senso reale dell’unione di culture e popoli dagli usi e costumi differenti. Il risultato dell’incontro è la meraviglia della festa del Día de Muertos in Messico.

La festa che si caratterizza come  il risultato dell’incontro della cultura ispanica e della tradizionale cultura precolombiana, è particolarmente sentita quale occasione di riunione tra gli individui e i loro antenati. Questi ultimi, simbolicamente, entrano in contatto con i loro cari in vita, si palesano per mezzo di forme d’espressività artistica effimera (apparati, architetture, sculture, opere pittoriche, musica, danza). Gli Stati messicani presso i quali le celebrazioni raggiungono alti livelli di elaborazione, oltre il Distretto Federale, sono: Campeche, Chiapas, Durango, Estado de México, Guanajuato, Guerrero, Jalisco, Michoacán, Morelos, Nayarit, Oaxaca, Puebla, Querétaro, Quintana Roo, San Luis Potosí, Tabasco, Tlaxcala, Veracruz, Yucatán e Zacatecas.

La festa del Día de Muertos è massima espressione del patrimonio culturale immateriale del popolo messicano. Ogni luogo celebra la festa secondo usi e costumi autoctoni: per esempio a Guanajuato la festa ha carattere ludico, artistico e d’intrattenimento con il Festival La Calaca a San Miguel de Allende. A Tuxtepec (Oaxaca) si realizzano tappeti d’arte effimera in segatura e si confezionano altari con apparati effimeri di fiori, calendule, sale, candele e incensi. Si ricorda anche il Festival de Muertos in San Pablo Villa de Mitla presso il quale si allestiscono tappeti in segatura e terre colorate. Monumentale è il tappeto di Atlixco realizzato con 150.000 piante colorate. La festa nello stato di Tabasco è sicuramente una tra le più antiche, essa si tramanda in tutti i suoi momenti con il carattere originario dalla cultura maya: una prima fase degli allestimenti è accompagnata da riti in lingua yokot’an, si costruiscono gli altari su tre piani con fiori scelti appositamente per la simbologia associata al loro colore naturale, infine si veglia sull’altare recitando preghiere cristiane in lingua spagnola.

Questa feste tradizionali legate al culto dei morti si caratterizzano per la presenza di apparati e creazioni artistiche e artigianali variopinte, profumate e dal sapore dolce e intenso; nello Yucatàn ad esempio l’Hanal Pixán o “Comida de las ánimas” è una celebrazione molto sentita che consiste nell’esposizione di pietanze per i defunti attorno alle quali si allestiscono archi di rami e fiori e fotografie dei defunti, in alcuni casi dopo le celebrazioni tutta la famiglia si riunisce per favorire delle pietanze offerte.

Tra i simboli del Giorno dei Morti più conosciuti vi sono: il Pan de Muertos un panino dolce a base di uovo al quale viene data forma di teschio o arrotondata e las calaveras de dulce, dolci a forma di scheletri sui quali viene scritto il nome di un caro defunto o di persona viva in segno ben augurale.

In pieno rispetto della tradizione durante la Noche de los Muertos en Michoacán i familiari collocano una moltitudine di candele e costruiscono altari monumentali in casa o sulle tombe.

Nella regione di Huasteca, nello Stato di Hidalgo, Taumalipas, Veracruz e San Luis Potosì si realizza il cosidetto Xantolo, ovvero balli, sfilate, allestimenti di apparati effimeri e si offrono fiori e dolci in atmosfere colorate di musiche e danze in onore dei defunti.

Il Día de los Muertos ha luogo, comunemente in tutte le regioni, nel periodo compreso tra la fine del mese di ottobre e la prima settimana di novembre, tuttavia in alcune comunità è usuale prolungare le celebrazioni festive per tutto il mese di novembre. Secondo il costume indigeno, i mesi dell’anno indicati erano considerati come periodo di passaggio da una condizione sfavorevole ad una di prosperità per il raccolto. José Enric Mendoza Luján nel suo contributo Que viva el día de muertos. Rituales que hay que vivir en torno a la muerte riporta che secondo la tradizione indigena di alcune comunità messicane, il 1 novembre si celebravano i riti in onore dei morti in tenera età, il 2 novembre quelli per gli adulti defunti. Testimonianze documentarie accertano che in epoca preispanica presso la comunità nahua si festeggiava Miccailhuitontli o Fiesta de los Muertecitos, la quale cadeva nel mese di agosto, la festa aveva come scopo l’offerta alle anime degli antenati affinché assicurassero la protezione del raccolto durante la stagione. La celebrazione inoltre, in quel caso, sembra essere legata alla adorazione del dio della pioggia, Tlaloc.

Per via del sincretismo religioso si finì con il celebrare la ricorrenza della commemorazione dei bambini defunti, nel giorno cattolico di Ognissanti. Il 2 novembre coincise invece come data simbolica sia per espletare rituali collettivi in onore ai propri antenati defunti adulti, sia per celebrare l’abbondanza alimentare dei mesi in cui il raccolto di mais poteva sfamare la collettività (a garanzia della vita) e i periodi dell’anno in cui quest’abbondanza era un ricordo (manifestazione di periodi di restrizione e rischio). Elemento caratterizzante la festa del Giorno dei Morti in Messico è l’offerta. In seguito ai primi anni di sincretismo religioso le offerte per l’occasione consistevano in monete, semi, cacao, frutta, uccelli e altri materiali naturali. Le offerte variano, oggi come allora, a seconda della consistenza, della partecipazione collettiva, del costo, del numero di elementi che la compongono, dal numero di partecipanti all’offerta e dall’aspetto decorativo che comprende vari elementi naturali tra cui fiori, vegetali e altri elementi quali candele, immagini sacre, foto e alimenti. Esse sono finalizzate a facilitare il ritorno dei defunti a casa, per tanto i familiari cospargono di fiori e materiali naturali la strada che segna il tragitto dalla tomba alla casa oppure espongono oggetti artigianali, abbelliscono le tombe di famiglia con apparati effimeri, pietanze gradite in vita ai defunti. L’importanza della offerta consiste nel fatto che in base all’impegno profuso dai vivi nell’allestimento dell’offerta e nell’adempimento ai riti, si spera che il defunto possa intercedere per una buona riuscita del raccolto di mais e per qualsiasi altra faccenda della vita dei suoi cari. Inoltre i defunti vengono celebrati nel ricordo in giorni diversi a secondo del tipo di morte, sesso, età.

In Messico diverse e complesse sono le manifestazioni culturali ed artistiche legate al Día de los Muertos, proprio a testimonianza del ruolo sociale e culturale che questa festività e le sue forme espressive collettive e individuali hanno di riflesso sulla comunità cittadina e nella sfera privata.

Nel 2003 è stata presentata la candidatura UNESCO per la festa del Día de los Muertos la quale è stata inscritta nel 2008 nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

É la metafora del ciclo della vita e allo stesso tempo l’occasione in cui morte e vita si incontrano attraverso l’offerta del dono tangibile delle cose terrene. É il tema dell’effimero che si manifesta in tutta la sua magnificenza: attraverso gli elementi materiali effimeri si comprende la fine della vita, si accetta il sopraggiungere della morte e vi si convive per mezzo del ricordo e della memoria. Il ricordo è il luogo dove vita e morte coesistono in modo duraturo ed effimero allo stesso tempo. L’effimero dunque diventa simbolo di speranza: come tutto ciò che si crea e si distrugge, la bellezza, la prosperità, la vita torneranno a fiorire e a manifestarsi e l’uomo può cogliere la meraviglia dell’effimero in tutto ciò che la natura ha da offrire e da chiedere all’essere umano. Non a caso, nella cultura messicana la morte ha le sembianze de la Catrina, ideata dall’incisore José Guadalupe Posada, uno scheletro ben vestito o un cranio dal sorriso eterno che sembra prendersi gioco della vita.

Cettina Lauretta

 

 

Bibliografia

Conaculta, La festividad indígena dedicada a los muertos en México, Cuadernos de Patrimonio Cultural y Turismo, núm. 16, 2006.

www.visitmexico.com

www.ejecentral.com.mx/dia-de-muertos-entre-la-tradicion-y-la-fiesta/

www.unesco.org/culture/ich/es/RL/las-fiestas-indigenas-dedicadas-a-los-muertos-00054
Si ringraziano per i riferimenti bibliografici Claudia Mayela Rico Galván, Laura Lira e Alfombristas Mexicanos per la documentazione fotografica.

20 novembre 2016 | Feste e Tradizioni nel Mondo | Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

5 × uno =